è usuale per una compagnia di teatro caricare e partire. le compagnie si chiamano di giro, partire è il momento ordinario dell’avventura straordinaria del fare teatro.ma questa volta è diverso, … » Leggi ancora…
di fabio tolledi
PROLOGO ho dato un titolo ad uno scritto non ancora iniziato ma non so che cosa uscirà da questa penna forse sarà un racconto forse sarà una ballata ma ecco il titolo l'uomo delle biciclette… » Leggi ancora…
Bruno Brancher, L'uomo delle biciclette gialle
Tutti i giorni parlo.Le prove alla mattina di Persae che dovremo portare al Festival di Ramallah, venerdì prossimo, i tre laboratori dalle 2 alle 8 con le donne, gli studenti dell’Università di… » Leggi ancora…
di fabio tolledi
mi chiedo cosa avrebbe pensato Walter Benjamin traversando le strade e i vicoli che formano il suq di Amman.I passages di Parigi sono quelle costruzioni in vetro e ferro che uniscono due strade,… » Leggi ancora…
di fabio tolledi
Gerusalemme. La città santa. O meglio, la città sacra. Perché questo luogo molteplice conserva qualcosa di assolutamente osceno. Qualcosa di assolutamente profano. Regno incontrastato del turismo… » Leggi ancora…
di fabio tolledi
La poesia è il mondo che diviene nostro, per un attimo, per un tratto - lo possediamo intero, in quel momento, senza che il possesso si trasformi in senso di potere - al contrario, consapevoli che… » Leggi ancora…
di Fabio Tolledi in SUDPUGLIA,N.4/dicembre 1992
C’è un peso originario quasi indicibile, una separazione che precede la parola e separa i sensi. Il simbolo è unificante, muove in un processo che unisce, che mira all’unità e che in virtù… » Leggi ancora…
di Fabio Tolledi. 1996
come nutrire tutti? come arrestare tutte le guerre? come aprire le porte di tutte le prigioni? come disintegrare la violenza? come obliterare il razzismo? come liberarci del denaro (capitalismo)? come… » Leggi ancora…
di Julian Beck
finisco con domande perché non ho risposte questa è la terza delle tre trasmissioni sulla vita del teatro effettuate alla stazione wbai new york city qual è la differenza tra domande e risposte? … » Leggi ancora…
di Julian Beck
Non è vero, come un detto comune tende a farci credere, che dopo una grande ubriacatura non ci si ricorda più niente. Tutte balle; ci si ricorda e come. E guardate, compagni, che questa…
da Disamori di Bruno Brancher
Era la festa del paese e non si andava in miniera, eravamo tutti riuniti in cortile, sotto quel grande albero, a bere vino e ad ascoltare la radio. Con me c’era il mio amico. Poi a un tratto la… » Leggi ancora…
da Disamori di Bruno Brancher
notte piccina:se tu mi accetti, mi accetti, lassù tre cubiti di dolore sopra terra: tutte le vesti di sabbia entro cui si muore, tutti i vani soccorsi, tutto, ciò che ancora con la lingua ride tu… » Leggi ancora…
Era terra dentro di loro, ed essi Scavavano. Essi scavavano e scavavano, così trascorrendo Il dì e la notte. E non lodavano Iddio Il quale, gli fu detto, tutto questo, sapeva. Essi scavavano e… » Leggi ancora…
Paul Celan, La rosa di nessuno
Dune falcate innumeri Sottovento, mille e mille volte tu Tu e il tuo braccio Con cui crebbi ignudo incontro a te, perduta i raggi: alito che di noi fa mucchio noi reggiamo il bagliore, lo strazio, il … » Leggi ancora…
Paul Celan,Grata di parole
Halbe Nacht. Mit den Dolchen des Traumes geheftet in spruhende Augen. Schrei nicht vor Schmerz: wie Tucher flattern die Wolken. Ein seidener Teppich, so ward sie gespannt zischen uns, dass getanzt… » Leggi ancora…
Paul Celan, Halbe Nacht
Madre, ti riconosco dalla dolcezza della voce. I boschi, le valli non valgono i nostri campi in rovina dove si esprime meglio il nostro cuore. Al dolore si addice un paesaggio di dolore; allora, il … » Leggi ancora…
Edmond Jabès, Il libro delle interrogazioni
Ta solitude est un oeil volé au cadran des gares Ta solitude est un visage d'enfant à tous les volets de l'echelle il y a ma solitude dans les carreaux brisés des maisons il y a ma… » Leggi ancora…
Edmond Jabès,Le rocher de la solitude
Celan , Salmo, da La rosa di nessuno, p.379 Nessuno c’impasta di nuovo, da terra e fango, nessuno insuffla la vita alla nostra polvere. Nessuno. Che tu sia lodato, nessuno. È per amor tuo Che … » Leggi ancora…
Paul Celan ,La rosa di nessuno
(sapevate di me, mani? Io percorsi la forcuta via che mi mostraste, la mia bocca vomitò il suo petrame, camminavo, il mio Tempo, duna errante di neve, gittava la sua ombra – sapevate di me?) Mani… » Leggi ancora…
Paul Celan,Grata di parole
Paul Celan, La rosa di Nessuno
Sichelduenen, ungezaehlt. Im Windschatten, tausendfach: du. Du und der Arm, mit dem ich nackt zu dir hinwuchs. Verlorene. Sie Strahlen. Sie wehen uns zuhauf. Wir tragen den Schein, den Schmerz und… » Leggi ancora…
Celan,Weiss und leicht
Come si parla alla pietra, come Tu, dal fondo di un abisso, di una patria, assorellata a me, a me scaraventata, tu che un tempo, che nel Nulla di una notte, tu, nella Non-Notte mi venisti incontro,… » Leggi ancora…
Paul Celan,La rosa di nessuno
Εσείς στην προσευχή, εσείς στη βλαστήμια, εσείς στην προσευχή ακονισμένα λεπίδια της σιωπής μου. Εσείς δικές … » Leggi ancora…
Minati Dall’ inondante dolore, amari d’anima In mezzo alla servitù della paròla Innalzati, liberi Le vibrazioni,che Ancora una volta A noi Si fanno sentire Le cri fait gicler la voix Comme la… » Leggi ancora…
Paul Celan,Grata di parole
dmond Jabès, Il libro delle interrogazioni
Auschwitz est, dans mes livres, non point uniquement en tant que summum de l'horreur, mais comme faillite de notre culture. Mon nom est dans ma peine et ma peine n'a pas de nom La révolte… » Leggi ancora…
Entretiens avec Le Monde. 2. Littératures. Paris, La Découverte / Le Monde
Edmond Jabès, Le livre des questions
Celan, Stretta, da grata di parole Trasferito nella landa dalla traccia inconfondibile: erba divisa da scritte. le pietre, bianche, con le ombre degli steli: Non leggere più- guarda! Non… » Leggi ancora…
Celan,Grata di parole
Cerva braccata nei dedali di asfalto e di piombo di cui mi servo stasera, cerva catturata viva per essere bruciata.Sei sfuggita al fuoco degli uomini ma non al tuo - trascinata dai cacciatori del… » Leggi ancora…
Edmond Jabès, Il libro delle interrogazioni
Kyra, kyra thalassini ke steriani, me ta luludiasmena magula Sfigondas mes ton busto su tin kapsa tu Alonari Pote kratondas stin podia sou ena karavi, mikrokaravo Pote san Panagia agaiopelagitisa… » Leggi ancora…
G.Ritsos, The Lady of the Vineyards
Champagne secco! Cos’e che ha detto? Tic tac. Il est mort. Le temps n’est pas ici. Io sono il… » Leggi ancora…
Die Kruge An den langen Tischen der Zeit zechen die Kruge Gottes. Sie trinken die Augen der Schenden leer, und die Augen der Blinden, Die Hertzen der waltenden Schatten, Die hohle Wange des Abends. S… » Leggi ancora…
Paul Celan, Mohn und Gedachtnis
Edmond Jabès, Le rocher de la solitude
La distruzione della singolarità non deve lasciare alcun resto, alcun resto empirico o singolare. Deve essere totale e infinita. Se arrivano a desiderare di essere amati, riconosciuti dalla… » Leggi ancora…
da GLAS di Jacques Derrida
Lo sforzo per rendere il fiore non può che fallire. Nessun tragitto circolare e proprio: lettera firma autografa della Madre che si nasconde e si per- de In tutti i nomi propri dell'eriant… » Leggi ancora…
da GLAS di Jacques Derrida
il tempo dei rifugiati, dei profughi, dell'immigrazione di massa: a proporre questa formula è un palestinese, Edward Said, in riferimento a quella particolare forma di displacement che con… » Leggi ancora…
da "la forma campo - per una genealogia dei luoghi di transito e di internamento del presente" in CONFLITTI GLOGALI, "internamenti cpt e altri campi", Agenzia X
di Federico Rahola
che la guerra sia stata dichiarata o no, il suo primo atto è la violazione di un confine politico. La frontiera è il primo fronte d una guerra totale. in tutta la storia europea che va … » Leggi ancora…
da "Fronti e frontiere - note sulla militarizzazione della contiguità"in CONFLITTI GLOBALI, SHAKE edizioni underground
di Alessandro Dal Lago
Le point de départ s’est toujours joué sur deux plateaux : le politique et le poétique. Michel Foucault, interrogé sur quel était le livre qui avait pu donner vie à ses réflexions, à son… » Leggi ancora…
di fabio tolledi
traduction par francis léonési
1. ? Per quasi tutte le nostre scoperte siamo debitori alle nostre violenze, all'esacerbarsi del nostro squilibrio. Persino Dio, per quanto ci incuriosisca, non lo scorgiamo nell'intimo di… » Leggi ancora…
di fabio tolledi
da INVARIANTI - per descrivere le trasformazioni, trimestrale politico culturale, anno III , N. 11 autunno-inverno 1989-90, pp 26, 27, 28, 29, Antonio Pellicani Editore
Marcel.Lì Antunez.Roca, è il fondatore della Fura del Baus e uno degli sperimentatori pi?ortanti delle nuove forme del corpo. Tra performance, teatro, visioni, pratiche quotidiane del rischio, mutazioni
possibili ad opera di sofisticatissime ingegnerie elettroniche, e filosofie della conoscenza Marcel.Lì transita attraverso i nuovi paesaggi identitari.
L'ARTE DEL CORPO
Incontri con Marcel.Lì e Francesca Alfano Miglietti (FAM)
a cura di Roberta Quarta
Francesca Alfano Miglietti (FAM) una delle più interessanti studiose di mutazioni legate ai linguaggi visivi, curatrice di mostre, rassegne, live show/convegni, creatrice di nuovi scenari nell'… » Leggi ancora…
L'ARTE DEL CORPO
Incontri con Marcel.Lì e Francesca Alfano Miglietti (FAM) a cura di Roberta Quarta
Ecco. Mamma ed io eravamo ancora vestite di bianco la seconda volta che vidi la luna crescente. Era una giornata fredda e andavamo a visitare la tomba di papà; mamma aveva comprato monete di… » Leggi ancora…
da antonio verri
The performance of “War Gifts” that was given in Athens at the theatre “Hororoes” by the Italian company “Astragali” of Lecce on November 12th, 2005 under the… » Leggi ancora…
Thodoros Grammatas Professor of Theatre Studies University of Athens
è rimasta solo una nave e tu sei l'ultima preda Ecuba Andromaca è già partita e mi ha straziato il cuore salutando la sua terra la tomba del suo uomo ma ora le uccidono il … » Leggi ancora…
M.: il sole splende e oggi prendo tra le mani questa Elena. sono qui per portarla via e per farla morire appena ritornati a casa ed eccola eccola qui trascinata e sconfitta E.: che vuoi farne di me?… » Leggi ancora…
ntisate, spenturata, ntisa la capu, ntisa subbra sta terra lu cannarile tou nu bbe chiui Troia, quista, nu simu chiui – nui – li patroni de sta terra. aggi pascienza, a suppurtare sta… » Leggi ancora…
dio hai dimenticato il tuo dio hai scelto non da dio ma come uomo ti sei dimenticato di essere dio hai lasciato alla distruzione il luogo dove sorge la luce dove la casa del mondo accoglie la prima… » Leggi ancora…
cu cce chianti cu cce lamenti dici lu male tou la niura coscienza toa chiui nu faticu subbra la terra mia pe l'urtima fiata li sta uardu – uardu li figghi mei li carni de li figghi mei lu… » Leggi ancora…
solleva la fiamma , portala ancora più vicina: sono io che porto il sacro fuoco, rendo santa e brucio e do luce con questo fuoco alla mia chiesa o Imeneo, signore, beato lo sposo, e beata sono … » Leggi ancora…
figlio sciatu meu tu morirai per mano dei nemici lasciando la madre tua spenturata è la nobiltà di tuo padre che ti uccide tu piangi figlio mio perché ti sei attaccato alle mie… » Leggi ancora…
È proprio tardi, è sempre troppo tardi con Joyce, dirò giusto due parole. () Quante lingue si possono stivare in due parole di Joyce, inserire o iscrivere, custodire o bruciare, … » Leggi ancora…
da Ulysses' Gramophone di J. Derrida
Ulisse quelle volte che si chinava nell'acqua Gli pareva di sentire tra le felci e sotto il giacinto galleggiante - ma anche nel fruscio delle onde - la musica dei suoi compagni morti, insidiosa.… » Leggi ancora…
da antonio verri