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Madre, ti riconosco dalla dolcezza della voce. I boschi, le valli
non valgono i nostri campi in rovina dove si esprime meglio il
nostro cuore. Al dolore si addice un paesaggio di dolore; allora, il
mondo ci appartiene. È a nostra misura.
Noi siamo liberi nella sventura.
Date alla rosa una rosa gemella; al granello di sabbia, il granello
che lo rivela.
Madre, il tuo lamento è crudele solo in mezzo ai roseti. Nel
deserto, è più antico del vento, e il nomade lo riconosce dal dolore
che subito assume la sabbia all’ascolto del suo canto.
Dobbiamo raggiungere il primo grido del nostro popolo, come la
sabbia deve ritrovare il primo granello investito dal mare.
La libertà è nel risalire alle origini.

Edmond Jabès, Il libro delle interrogazioni

 
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