(sapevate di me,
mani? Io percorsi la forcuta
via che mi mostraste, la mia bocca
vomitò il suo petrame, camminavo, il mio Tempo,
duna errante di neve, gittava la sua ombra – sapevate di me?)
Mani, ferita
che la spina vagheggia, scampanio,
mani, il Nulla, i suoi mari,
mani, nel chiaror di ginestra, la
vela sanguigna
punta su di te.
tu
tu insegna
tu insegna alle tue mani
tu insegna alle tue mani tu insegna
tu insegna
Menta cresca, di crespa foglia
dinanzi a casa, sulla soglia
Questa ora, che a te tocca
e il suo parlar con la mia bocca
Con la bocca, col suo star muta
con la parola che si rifiuta
Con gli stretti ed i larghi orizzonti
con i prossimi tramonti.
Con me solo, con noi tre in concerto,
a metà costretti, per metà all’aperto.
Menta crespa, di crespa foglia
dinanzi a casa, sulla soglia.
Paul Celan,Grata di parole
Paul Celan, La rosa di Nessuno