Come si parla alla pietra, come
Tu,
dal fondo di un abisso, di
una patria, assorellata
a me, a me scaraventata, tu
che un tempo,
che nel Nulla di una notte,
tu, nella Non-Notte mi
venisti incontro, tu
Non Tu-:
Allora, che io non c’ero,
allora, quando tu il campo
a passi misuravi, sola:
Chi,
chi era, quella
stirpe, assassinata,
quella ritta entro il cielo, e nera:
verga e testicolo-?
(Radice,
Radice di Abramo, Radice di Jesse. Di Nessuno
Radice- o
nostra.)
Sì,
come si parla alla pietra, come
tu affondi le mie mani laggiù
a pescare nel Nulla, così
è, ciò che qui è:
anche questo campo
è aperto alla semente,
questo
All’Ingiù
Non è che una delle
corone fiorenti selvagge.
Paul Celan,La rosa di nessuno