English Italiano
 

La distruzione della singolarità non deve lasciare alcun resto, alcun resto empirico o singolare. Deve essere totale e infinita. Se arrivano a desiderare di essere amati, riconosciuti dalla coscienza dell'altro, i soggetti devono accettare di portare o di subire ( la reciprocità qui è regola) una ferita, una lesione infinita (‹‹la lesione (Verletzung) di una singolarità è dunque infinita››). L'oltraggio, l'offesa, la violazione (Beleidigung), la collisione (Kollision) non si compie che con la morte. Dal momento che tale collisione è reciproca (gegenseitige), il progetto di dominio, del farsi-riconoscere, deve, nello stesso tempo, impegnare il desiderio in un rischio di non-dominio assoluto: il soggetto deve confessare a se stesso che non domina più a sua relazione con l'altro. àˆ qui che desidera. Egli pone il suo desiderio solo rischiando la morte.
Violenza totale e reale: il linguaggio vi è sicuramente implicato ma in questa storia non ci si accontenta delle parole. La guerra non è condotta a colpi di significanti, soprattutto di significati linguistici.
Hegel vi insiste: la lotta per il riconoscimento non consiste nella lingua.
Si consuma trai corpi, certamente, ma anche tra forze economiche, beni, possessi reali.


Una cosa esterna, una cosa, una realtà universale della terra, per essenza a disposizione di chiunque, non può - senza contraddizione essenziale - soggiacere al potere di una singolarità. La contraddizione deve essere risolta. E può esserlo solo attraverso l'espropriazione violenta e totale della singolarità. Ma se tale lesione fosse la ridistrubuzione delle parti della proprietà, se una riappropriazione singola ne conseguisse, la medesima contraddizione persisterebbe.
L'unico termine possibile consiste dunque nella messa a morte della singolarità come tale, del possesso del proprio in generale.
In che modo sottolineare l'eccezione del corpo proprio in quanto è detto qui del corpo in generale, della cosa della terra, di quanto si espone alla luce? Tuttavia, come visibilità e disponibilità, è lavorato dalla stessa contraddizione, dalla posta in gioco della stessa lotta mortale.

da GLAS di Jacques Derrida

 
Astragali Teatro via G.Candido, 23 - Lecce tel: +39 0832 306194 email: astragali@libero.it