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Lo sforzo per rendere il fiore non può che fallire.
Nessun tragitto circolare e proprio: lettera firma
autografa della Madre che si nasconde e si per-
de In tutti i nomi propri dell'erianto. Il fiore non
è niente, non ha mai luogo perché non è mai
naturale né artificiale. Non possiede alcun bordo
assegnato, alcun perianzio, alcun essere cinto.
Per questo i nomi propri, che sono sempre nomi
Di classificazione, violentemente imposti, operazioni
di classe che risuonano per convocare al lavoro del lutto,
all'espropriazione, ritornano sempre a (Notre Dame)
dei fiori.

Il lavoro del lutto
è un lavoro, una
specie del lavoro?
La tanatoprassia, tecnica
delle pompe funebri
oggi insegna negli
istituti, che permette di conseguire diplomi di quali-
ficazione, la si limiterà a una corporazione tra le altre,
all'interno di un'economia sociale? ogni lavoro non è
forse un lavoro del lutto? e nell stesso tempo di
appropriazione maggiore o minore della perdita,
un'operazione classica? un'operazione violenta
di classe e di classificazione? una decollazione
di quanto mantiene il singolare per sé?
Il lavoro del lutto si chiama - campana a morto.
àˆ sempre un nome proprio. Il rintocco funebre
è prima di tutto (clas, chiasso, classum,classicum)
il segnale di una piccola tromba destinato a
chiamare (calare), convocare, radunare come
tale, una classe del popolo romano.
C'è dunque rintocco funebre nella
letteratura classica, ma anche nella
lotta di classe: classe




da GLAS di Jacques Derrida

 
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