il tempo dei rifugiati, dei profughi, dell'immigrazione di massa: a proporre questa formula è un palestinese, Edward Said, in riferimento a quella particolare forma di displacement che con tono vagamente elegiaco si definisce l'esilio, alla ripartizione di un'umanità fuori luogo constatando un punto d non ritorno per cui il termine esilio, in quanto esperienza di persecuzione specificamente individuale, evoca qualcosa che non siamo più. Oggi infatti lo status dei soggetti fuori posto viene per lo più azzerato e ricondotto sistematicamente a categorie totalizzanti, che nel lessico del diritto internazionale e umanitario sono raggruppate in un pugno di truismi: internally facie (ovvero sfollati). Asylum seeker (sempre sfollati che però hanno attraversato i confini dei territori di pertinenza), temporay refugee o rifugiati prima facie (individui oggettivamente perseguitati nel paese di provenienza cui viene assegnato un asilo pro tempore), fino ai migranti, economici o meno, regolari o meno - e qui il lessico sembra smarrire la sua ostensività procedurale, ricorrendo a un più connotato illegal alien.
se è teoricamente possibile che un individuo attraversi tutte le definizioni riportate in precedenza, è politicamente costante che a ogni definizione di status, per arbitraria che sia, corrisponda un centro attrezzato, una zona definitivamente temporanea: luoghi di transito la cui assoluta provvisorietà entra in collisione con l'altrettanto perentoria inesorabilità, accompagnand e segnando i confini del presente.
A partire da questa costanza, da questo transitare permanente per luoghi temporanei, prende, prende corpo l'ipotesi di una forma campo, di una matrice comune in grado di rendere conto di tutte le fenomenologie, anche lontane fra loro, con cui i campi fanno irruzione nel presente. I campi, in questa prospettiva, emergono innanzi tutto come il solo territorio possibile cui ricondurre e confinare l'umanità in movimento tra i confini delle appartenenze univoche. L'impressione, quindi, è che sia lo statuto impossibile dei soggetti a dare un senso ai campi: luoghi a perdere per soggetti a perdere, risposta che eccede per soggetti che eccedono.
da "la forma campo - per una genealogia dei luoghi di transito e di internamento del presente" in CONFLITTI GLOGALI, "internamenti cpt e altri campi", Agenzia X
di Federico Rahola