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note sulla militarizzazione della contiguità

che la guerra sia stata dichiarata o no, il suo primo atto è la violazione di un confine politico. La frontiera è il primo fronte d una guerra totale.

in tutta la storia europea che va dalla Guerra dei trent'anni al 1945, ogni frontiera contiene la possibilità di un fronte. Non c'è stato, in quel grande Risiko che si gioca nel vecchio continente per secoli fino all'avvento della Guerra fredda, che non progetti la propria politica estera in relazione alla situazione delle sue frontiere.

la guerra facendo di ogni frontiera data il fronte iniziale, sconvolge gli assetti precedenti, come erano fissati dalle carte politiche, che dopo ogni conflitto verranno modificate.

l'idea di confine ha senso dunque solo in relazione alla frontiera che v gravita e questa trova il suo significato nell'essere un fronte potenziale. àˆ il fronte che determina la frontiera, ed è questa che viene fissata nelle convenzioni politico-geografico-cartografiche di un confine fra gli stati. Ciò resta vero anche quando , nel corso del XIX secolo, è lo spazio marino, e non più - o esclusivamente - quello terrestre a definire il senso globale, politico e strategico dei confini.

se la guerra contemporanea non conosce più confini, anche il concetto di frontiera si svincola dal suo tradizionale significato di limite politico interstatale.

è del tutto evidente che i confini politici interni all'Europa sono solo una finzione o, comunque, un fattore identitario se non idiosincratico. Sono semmai le frontiere meridionali e orientali a delimitare lo spazio europeo. Ma si tratta di frontiere mobili oggi apparentemente chiuse in nome di un'impossibile protezione del mercato del lavoro o della risibile difesa di identità culturali, ma che domani potrebbero aprirsi - come sta avvenendo di fatto -in nome dell'espansione economica, delle delocalizzazioni industriali o del realismo politico. In realtà le frontiere meridionali e orientali sono mobili in duplice senso. Tendono a spostarsi verso sud e verso est, in quanto inglobano nella sfera economica europea gran parte dell'Europa dell est e dell'Asia minore (Turchia e Israele), nonché il Magreb, anche se in modo conflittuale e con inevitabili resistenze. Ma, soprattutto sono selettive . aperte al flusso di merci e servizi, sembrano chiuse alla domanda di lavoro dai mondi poveri esterni. Ma anche qui, si tratta più di un'apparenza che di una realtà.la militarizzazione delle rive del sud ed est del Mediterraneo in funzioni antimigranti sembra più destinata alla subordinazione degli stranieri - al loro ingresso e alla loro permanenza come meteci o ospiti invisibili, sotto pagati e privi di diritti - che alla loro esclusione preventiva. àˆ alla marginalizzazione interna, più che al rifiuto, che sembra orientata la militarizzazione delle frontiere meridionali del mondo ricco.

da "Fronti e frontiere - note sulla militarizzazione della contiguità"in CONFLITTI GLOBALI, SHAKE edizioni underground

di Alessandro Dal Lago

 
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