è usuale per una compagnia di teatro caricare e partire. le compagnie si chiamano di giro, partire è il momento ordinario dell’avventura straordinaria del fare teatro.ma questa volta è diverso, … » Read more…
di fabio tolledi
Tutti i giorni parlo.Le prove alla mattina di Persae che dovremo portare al Festival di Ramallah, venerdì prossimo, i tre laboratori dalle 2 alle 8 con le donne, gli studenti dell’Università di … » Read more…
di fabio tolledi
mi chiedo cosa avrebbe pensato Walter Benjamin traversando le strade e i vicoli che formano il suq di Amman.I passages di Parigi sono quelle costruzioni in vetro e ferro che uniscono due strade, … » Read more…
di fabio tolledi
Gerusalemme. La città santa. O meglio, la città sacra. Perché questo luogo molteplice conserva qualcosa di assolutamente osceno. Qualcosa di assolutamente profano. Regno incontrastato del turismo … » Read more…
di fabio tolledi
come nutrire tutti? come arrestare tutte le guerre? come aprire le porte di tutte le prigioni? come disintegrare la violenza? come obliterare il razzismo? come liberarci del denaro …
di Julian Beck
finisco con domande perché non ho risposte questa è la terza delle tre trasmissioni sulla vita del teatro effettuate alla stazione wbai new york city qual è la differenza tra domande e …
di Julian Beck
Non è vero, come un detto comune tende a farci credere, che dopo una grande ubriacatura non ci si ricorda più niente. Tutte balle; ci si ricorda e come. E guardate, compagni, che questa …
da Disamori di Bruno Brancher
Era la festa del paese e non si andava in miniera, eravamo tutti riuniti in cortile, sotto quel grande albero, a bere vino e ad ascoltare la radio. Con me c’era il mio amico. Poi a un tratto la … » Read more…
da Disamori di Bruno Brancher
Ecco. Mamma ed io eravamo ancora vestite di bianco la seconda volta che vidi la luna crescente. Era una giornata fredda e andavamo a visitare la tomba di papà; mamma aveva comprato monete di … » Read more…
da antonio verri
È proprio tardi, è sempre troppo tardi con Joyce, dirò giusto due parole. (…) Quante lingue si possono stivare in due parole di Joyce, inserire o iscrivere, custodire o bruciare, … » Read more…
da Ulysses' Gramophone di J. Derrida