La compagnia italiana impressiona il pubblico di Butrint
Le guerre portano un solo dono: il spargimento di sangue. Le guerre per tutti gli esseri umani non hanno portato che dolore, distruzione, lacrime e pianti come hanno trasmesso nel magnifico spettacolo “Doni di Guerra” del teatro “Astragali” di Lecce, sotto la regia di Fabbio Tolledi. Come nelle guerre tra triani e greci 450 mille anni a.C, che evoca questo spettacolo presentato ieri a Butrint secondo la confessione di Euripide e fino ai conflitti del mondo d'oggi, una cosa hanno in comune: ci sono sempre state vittime, sangue, morti e disgrazie. Proprio attraverso le scene costruitte con maestosita` dal teatro di Lecce, dal celebre regista italiano Fabbio Tolledi, che lavora sul campo della drammaturgia da 30 anni, attraverso l'interpretazione degli attori di talento e giovannissimi, attori formati nelle celebri scuole accademiche italiane, hanno portato un Euripide dei tempi moderni che in sostanza non cambia molto da quello di 2500 anni fa. Lo spettacolo dimostra come l'attualita` d'oggi assomiglia come due goccie d'acqua con le battaglie tra troiani e greci, quando si decideva il destino dell' umanita` di quei tempi. Allo stesso tempo, nella magica serata di ieri, l'interpratazione degli attori di talento, musicisti, cantanti, koristi, violinisti i quali attraverso la dolce lingua di teatro hanno portato in scena un opera ricreata, un opera che aveva come sfondo la marcia di Radeski, il generale musicista del 1950, che suona quanto attuale tanto stuzzicante per tutti quelli che generano conflitti, che appoggiano le guerre e che fanno scorrere sangue di innocenti. L'attualita` del drama del regista italiano al festival di Butrint, apparve come il suono di una campana che dovrebbero udire tutti quelli che oggi vivono in un mondo inquieto. La guerra e` una disgrazia che ha viaggiato attraverso i secoli, fin dal momenti in cui si e` creata l'umanita` fin nei giorni d'oggi. Ma sono gli stessi popoli, la coscenza delle persone che lottano per la pace, soltanto loro possono dare fine alla guerra fratticida. Solo dall' animo delle Madri Tereza dei tempi moderni. Solo la pace puo` portare la felicita` e abbattere la guerra. Per questo lo spettacolo degli italiani porto` un messaggio universale: No alla guerra! Si alla pace!
Astragali e` nato a Lecce nel 1981
Questo nome nasce da un gioco mistico, attraverso il quale nell' anticchita`, si prevedeva il futuro. Nel 1985 viene appoggia dal Ministero dello Spettacolo ed entra a far parte del circolo teatrale, regionale e nazionale. Il teatro di “Astragali” e` il teatro di ricerca.
Lo spettacolo che ha portato diverse lingue del mondo
Il mondo non ha solo un luogo dove si puo` svolgere una guerra. Secondo il regista Tolledi, Troia si trova vicino alla Grecia anche se si posiziona nella Turchia d'oggi, ma si puo` risalire anche al Afganistan o alla Striscia di Gazza. Si puo` collocare in Bosnia o in Kossovo, la guerra puo` emergere in diverse parti del mondo e in seccoli differenti. Ma ha un solo nome: guerra. E questa la ragione per cui lo spettacolo degli italiani non era in una sola lingua. Attraverso questa combinazione sorprendente di molte lingue, lo spettacolo e` entratto negli animi degli spettatori. Quello che si trasmette attraverso la parola, il pianto e i canti e` un messaggio di pace contro la guerra. Ma il messaggio altrettanto forte e` che ognuno di noi si puo` trovare in una simile situazione. L'obbiettivo delle guerre e` il sangue, la morte attraverso i proiettili dell' odio. E` proprio perche` la guerra e` di tutti, che il regista lo ha riportato in diverse lingue. L'universalita` della vita e delle guerre , la concezione della guerra attraverso l'arte e` vista come il male piu` grande dell' umanita`, e il regista, cerca di rendere coscenti le persone che la guerra non porta mai con se` un buon fine, muoiono sempre degli esseri umani.
La guerra tra troiani e greci, descritta da Euripide, giunge ai nostri giorni con un forte messaggio di pace.
Il pianto e la sofferenza nella memoria di tutti
Nello spettacolo degli italiani la storia e` riscritta ed ha il linguaggio dell'attualita`. Secondo Euripide, “Le Troiane” , in guerra con i greci, causano una grande distruzzione.
Lo spettacolo degli italiani attraverso l'evocazione dei fatti accaduti nel antichita`, da a questa guerra un nuovo spirito, un' attualita penosa e questo fa si che l'opera di ieri sera ci ripporti non solo ad una guerra lontana , ma a quella attuale, che continua a distruggere spietatamente esseri umani.
Impressioni sulle possibili guerre
L'attualita` di quest' opera ha colpito molti spettatori che sicuramente avranno discusso di essa mentre si lasciavono dietro il parco di Butrint. Il celebre attore Mirush Kabashi si e` espresso cosi: Non sono in grado di dire se ho afferrato tutte le idea e i pensieri che ha voluto esprimere la regista, ma mi vorrei congratulare con il regista per il magnifico spettacolo, e dirgli che questo spettacolo ci averte di fare attenzione. Non soltanto per loro che vivono oggi nei paesi dove si svolgono le guerre, ma anche in quei in cui si sente l'odore della pace. Il messaggio di questo spettacolo e` molto attuale – ha detto Kabashi. Mi voglio congratulare con il regista, esprimere le migliori parole per gli attori che erano, devo dire dire veramente di talento. Ma anche il professore, Josif Papagjoni, critico d'arte, disse che le qualita` di questo spettacolo consistevano nelle dimensioni che lo caratterizzavano ma anche nella scelta dell' elemento narrativo. Nello spettacolo di ieri sera siamo rimasti tutti un poco storditi dal fatto che un regista, com'e` il nostro amico di Lecce, abbia fatto attraverso un coro di 7 attori, portare uno spettacolo straordinario in diverse lingue del mondo. Li` abbiamo visto come nel orizzonte si muovono le malvaggita` che porta con se la guerra, gli animi di quelli che vengono sacrificati dalla guerra, le donne vestite di nero e gli animi infranti. Allo spettacolo non hanno reagito soltanto i critici ma anche il pubblico. “Doni di Guerra” trasmisse molti messaggi. E i dono di guerra sono soltanto vite di uomini spezzate.
Belli spettacoli, quelli che seguirano saranno anche migliori
Il direttore del settimo festival di Butrin, Alfred Bualoti, dice che tutti gli spettacoli fino ad''oggi erano belli. Ma quelli che seguirano, fino al 15 settembre saranno buonissimi. Per Bualoti sono importanti la qualita` dei spettacoli e i messaggi che trasmettono. Questi tipi di spettacoli sono un messaggio non soltanto artistico. Essi portano in scena l'interpretazione degli attori pieni di vita e di idee... Per quanto riguarda gli attori che riempiono l'amfitatro di Butrint devo dire che sono loro che danno vita a tutti gli spettacoli, per arrivare d'essere a questo livello. Non c'e` stato nessun ostacolo, nessun incidente, tutto sta andando a seconda dei programmi e cosi si continuera` fino alla fine. Nei prossimi giorni vedremmo altre grandi opere, ha detto Bualoti.