Il Teatro Paisiello di Lecce si apre alla musica indipendente con una rassegna d’eccezione: RESET, organizzata da Astràgali Teatro e Pelagonia Concerti, che raccoglie alcuni dei artisti più interessanti nel panorama musicale contemporaneo.
Si comincia giovedì 16 dicembre, alle ore 20, 30 con il concerto esclusivo di Giorgio Canali & Rossotiepido.
Giorgio Canali è uno degli esponenti di maggior spicco della scena musicale indipendente. Ha iniziato la sua carriera musicale verso la fine degli anni settanta come voce di varie band punk della scena romagnola. Diventa poi chitarrista di band storiche quali CCCP, CSI e PGR, e importante produttore artistico di Bugo, Verdena, Le Luci Della Centrale Elettrica (solo per citarne alcuni), e da diversi anni porta avanti un progetto solista con i Rossofuoco. Con i suoi cinque dischi all’attivo, Canali dà vita ad condensato di rabbia e desolazione, attraverso un rock incendiario e viscerale. In questa particolare occasione presso il Teatro Paisiello Canali & Rossotiepido presenteranno, invece, una veste più acustica di questo progetto.
Il 4 gennaio, alle ore 20,30, sarà la volta di Musica immaginaria mediterranea: il nuovo progetto di RAIZ & Giuseppe De Trizio (leader dei Radicanto). Partendo dalle canzoni del proprio repertorio e “standard” molto celebri, questo concerto mette in risalto alcuni caratteri di vicinanza delle differenti culture musicali del Mediterraneo.
Dopo RAIZ & Giuseppe De Trizio la rassegna prosegue il 7 gennaio, sempre alle 20,30 con i Leitmotiv che scelgono il Paisiello e Reset per presentare in anteprima assoluta il loro nuovo album. Dopo il fortunato debutto con l'album L'audace bianco sporca il resto (Ottobre 2008, su La Fabbrica/CNI Music) il 7 gennaio i Leitmotiv presenteranno l’album Psychobabele (Pelagonia/ A Buzz Supreme, Trovarobato/ Audioglobe), di prossima uscita, incrocio mediterraneo tra l’art rock, il post punk e il folk alternativo. I Leitmotiv sono Giorgio Consoli (voce), Giovanni Sileno (chitarra, pianoforte), Giuseppe Soloperto (basso), Dino Semeraro (batteria), Natty Lomartire (chitarra).
Il 20 gennaio, ore 20,30 sarà la volta del concerto di Amerigo Verardi e Marco Ancona. Tra gli artisti più conosciuti e amati della scena underground Amerigo Verardi e Marco Ancona sono stati recentemente insigniti del premio P.I.M.I (Premio italiano musica indipendente) per l’album Bootleg-oliando la macchina Live Tour 2009. Sul palco del Paisiello questo straordinario duo musicale darà vita ad un'alchimia del tutto particolare in un concerto in cui brani surreali abbracciano un'urgenza elettro-acustica con un'indole punk.
Infine saranno due artisti d’eccezione John De Leo (ex leader dei Quintorigo) e il chitarrista Fabrizio Tarroni, a chiudere la ricca rassegna RESET, il 3 febbraio, alle ore 20,30 con un concerto all’insegna dell’improvvisazione e della combinazione tra il rock, il jazz, il drum’n bass e lo scat in un’imprevedibile performance dal vivo. Il loro repertorio spazia da brani originali alla rivisitazione di alcuni classici di autori leggendari quali Hendrix, Gershwin, Porter e molti altri.
Con questo importante programma RESET al Teatro Paisiello è un appuntamento imperdibile per chi apprezza la musica indipendente contemporanea.
Tutti gli appuntamenti della rassegna RESET sono promossi da Astràgali Teatro, in collaborazione con Pelagonia music, e rientrano all’interno del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013.
Info 0832 306194; 320 9168440
Teatro Paisiello, Lecce
Le straordinarie avventure di Gian Burrasca, per la regia di Fabio Tolledi sarà presentata al Teatro Paisiello venerdì 6 gennaio, alle ore 17.
Questa spettacolo di teatro ragazzi parte da Il Giornalino di Gian Burrasca, il romanzo di Vamba, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla pubblicazione, che rappresenta un classico della letteratura per ragazzi.
Gian Burrasca, a causa del suo irrefrenabile comportamento, ne combina di tutti i colori. Restio ad ogni assoggettamento, Burrasca scatena la sua irrefrenabile esuberanza, non risparmiando continui sconvolgimenti del mondo adulto.
Astragali Teatro rende omaggio a quest’opera che con i suoi cento anni ha attraversato il tempo con slancio e grazia.
Le straordinarie avventure di Gian Burrasca
per la regia di Fabio Tolledi
vede in scena Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Serena Stifani, Fatima Sai, Antonio Palumbo, Iula Marzulli, Gaetano Fidanza, Eleonice Mastria, Manuela Mastria, Tiziana Pezzuto, Simonetta Rotundo, Chiara Verardi, Stefania Romano
Teatro Paisiello, Lecce
La Scuola partirà il 6 ottobre prossimo e si concluderà a maggio, sviluppandosi in incontri bisettimanali il lunedì e il giovedì, dalle 14 alle 16.
I partecipanti saranno introdotti in quel territorio dove sarà possibile, concretamente, comprendere e ascoltare i propri gesti, la propria voce e il proprio respiro.
Rivolta a tutti coloro che vogliono esplorare, attraverso tecniche teatrali precise, le capacità legate ai propri mezzi espressivi, la Scuola parte dalla convinzione che il corpo dell'attore è un corpo in vita, un corpo capace di essere ‘presente', corpo che conserva nella propria carne, una memoria antica. Oltre al lavoro sul training attoriale, parte delle attività previste saranno dedicate alla creazione drammaturgica dell'attore, al lavoro sulle azioni fisiche, sul testo e sulla voce legata alle sue possibilità vibratorie.
INFO e ISCRIZIONI: 0832306194; 3209168440
condotta da Fabio Tolledi
L’etnografo è un sarto e l’etnografia un vestito fatto di tanti tessuti.
Eugenio Imbriani, docente di Antropologia Culturale nell’Università del Salento, aveva già utilizzato questa metafora nel precedente La sarta di Proust. Antropologia e confezioni. Adesso, con I vestiti di Cenerentola, che sarà presentato al Teatro Paisiello martedì 31 gennaio alle ore 18, nell’ambito di Teatri Abitati, sviluppa le questioni affrontate precedentemente, all’interno della stessa, intima domanda: che cos’è la memoria?, come si costituiscono i patrimoni culturali?, come lavora un etnografo, e di che parlano le narrazioni etnografiche? qual è il senso e la funzione della scrittura etnografica?
Cenerentola diviene, per Imbriani, metafora della molteplicità processuale delle esistenze e della difficoltà di classificarle secondo schemi rigidi, definiti una volta per tutte. Ancora una volta una riflessione, e una descrizione, sui meccanismi attraverso cui il passato, la memoria, la tradizione, le biografie, i patrimoni culturali vengono “confezionati”, costruiti e consegnati a un pubblico di fruitori. L’esperienza di ciò che è consueto, l’affidarsi al senso comune, l’adesione a modelli proposti dalle politiche culturali, dice Imbriani, che ancora una volta, peraltro, torna in modo problematico e critico su Ernesto De Martino, aiutano a leggere la vita sociale e ad orientarsi in un mondo noto, seguendo comportamenti generalmente acquisiti, condivisi, e funzionano come dispositivi di controllo della varietà, del dinamismo delle pratiche, delle trasformazioni. I vestiti di Cenerentola cerca di studiare questi meccanismi partendo dalle azioni, dalla vita concreta degli uomini, dalle cose, dal riuso di idee e oggetti, chiamando in causa l’etnografia, i suoi dispositivi di funzionamento. L’etnografo, nelle sue ricerche, partendo dagli interstizi, dalle pieghe, deve sempre scendere a patti, negoziare costantemente con la realtà, andare lontano per guardarlo da vicino.
A dialogare con Eugenio Imbriani, Fabio Tolledi, regista e direttore Artistico di Astràgali Teatro.
INGRESSO GRATUITO
INFO: 0832-306194, 320 9168440